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EMILIO
GINO SEGRE'
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Nato
a Tivoli nel 1905 Segrè fu allievo del corso di Ingegneria tenuto
da Enrico Fermi all'Università di Roma, dove nel 1928 ottenne la
cattedra di Fisica. Con Fermi si occupò inizialmente di spettroscopia atomica e in seguito, ad Amburgo, approfondì con Otto Stern i problemi della quantizzazione spaziale, impegnandosi, inoltre, in varie ricerche di fìsica nucleare che lo aiutarono a scoprire l'efficacia dei neutroni lenti nel bombardamento dei nuclei pesanti. |
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Con l'entrata in vigore delle nuove leggi razziali, nel 1938 fu rimosso dall'incarico di insegnante dell'Università di Palermo, motivo che lo costrinse a emigrare negli Stati Uniti dove ottenne una cattedra a Berkeley, in California; questa nuova sistemazione gli offrì la possibilità di continuare le sue ricerche sulle sostanze radioattive, permettendogli di isolare il tecnezio, prima, e l'astato, poi. Durante e dopo la seconda guerra mondiale collaborò a Los Alamos con gli scienziati americani per lo studio e la realizzazione della bomba atomica, sviluppando una serie originale di ricerche sulle particelle. In seguito Segrè, anche se sollecitato da parecchi scienziati, rifiutò di prendere parte al progetto per la costruzione della bomba all'idrogeno. Si dissociò pure dal clima maccartista che avvelenò gli Stati Uniti agli inizi degli anni cinquanta; le violente discussioni sostenute allora con alcuni fisici di Berkeley, e le accuse ricevute di mancanza di patriottismo e di gratitudine verso gli Stati Uniti, avvelenarono l'ambiente scientifico e divisero gli scienziati per moltissimi anni. Segrè, malgrado questi comportamenti riprovevoli, continuò nelle sue ricerche. Infatti, utilizzando il Bevatron, un acceleratore di particelle in grado di raggiungere altissime energie, gli fu possibile verificare in laboratorio l'esistenza degli antiprotoni (protoni con carica negativa) e fornire, quindi, una prova ulteriore della teoria delle antiparticelle formulata nel 1928 da P. A. Dirac. Nel 1955 riuscì a produrre gli antiprotoni bombardando un bersaglio con protoni di alta energia: fra tutte le particelle negative prodotte in queste operazioni di collisione, solo una su centomila possedeva una massa uguale a quella del protone: per questo risultato venne premiato. Morì a Berkeley nel 1989. |
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